ASSOCIAZIONE CULTURALE FORMICHE DI VETRO TEATRO | Lei Non E’
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Lei Non E’

Amore e dolore , quando sono presenti, sono uno stato eterno, irrimediabile, sconvolgente. Semplicemente sono. Si possono abitare. E possono accompagnarsi alla “presenza dell’assenza”, a un “dove lei non è”, dice Roland Barthes. All’indomani della morte della madre, infatti,Barthes inizia un diario. Racconta, vuole raccontare, prova a dire il suo dolore. Da questa suggestione nasce lo spettacolo che si colora poi dei temi della Memoria e della Patria. “Memoria” come storica e personale e “Patria” come Madre Perduta che lascia i suoi figli a ricercare e ri-creare un nuovo senso civico.
Il Ricordo, quindi, diviene contemporaneamente l’ unica chiave di accesso al passato e all’ignoto ed incerto futuro.

Dicono di noi
Paola Smurra 13/3/2017
Le note di una musica struggente danno inizio a “Lei non è”, una storia fatta di amore e dolore, scritta e diretta da Luca Trezza, interpretata dallo stesso autore insieme all’attrice Francesca Muoio.
Andato in scena allo spazio-teatro “Formiche di Vetro” il 10, 11 e 12 marzo, “Lei non è” racconta di un uomo ancora turbato dalla morte della madre e del fratello accaduta tanto tempo fa che decide di combattere un irreale conflitto nei confronti della tecnologia moderna. Lasciandosi trasportare dal vento, incontra una donna che porta con se l’immenso dolore della perdita dei genitori e di un figlio che non è mai nato. I due personaggi incrociano e mescolano i propri destini trasportati dal vento che li ha fatti incontrare. Dopo varie sventure che li colpiscono, entrambi si ritrovano «sotto un monumento ai caduti in cui la bandiera tricolore non si vede più» in cui, come in un limbo, si interrogano sul futuro e su quanto possa essere doloroso essere dimenticati.leinone1
L’autore lascia intravedere solo l’inizio di un amore che non avrà mai luogo e che resta sospeso in un ricordo portato via dal vento. Se da un lato la scelta essenziale di luci ben dosate dona quella giusta atmosfera notturna tipicamente riflessiva, in cui ascoltare le confessioni “sull’altrove”. Dall’altro lato i due personaggi muoiono in un modo shakespeariano: lei si avvelena per abbandono e per porre fine ad un miserabile destino e lui, invece, soccombe al corso degli eventi morendo pugnalato.
La messa in scena pone lo spettatore in una dimensione di amore e dolore pensati come eterna presenza ed eterna assenza di una perdita. Citando gli aspetti più intensi del diario dello scrittore e semiologo francese Roland Barthes, “Lei non è” tenta di rappresentare, attraverso un personaggio maschile che dice di essere uno scrittore, l’intensa sofferenza di una memoria passata. Una memoria di madre come vissuto intimo e personale di un protagonista che difficilmente cerca di superare il suo dolore e combatte con sogni e ricordi per sopperire all’ignoto futuro.
Attraverso un’interpretazione estremamente marcata, in cui la sperimentazione di una dimensione estremamente tragica ricorda - per certi versi - gli scenari di Emma Dante, i due protagonisti lasciano ben poco spazio alle - varie ed eventuali - distrazioni da parte dello spettatore che resta, invece, “catturato” dalla storia.
“Lei non è” è uno spettacolo in cui il tema della memoria, della Patria, delle relazioni umane e del dolore si fondono con la scelta poetica di sperimentare - anche attraverso delle impercettibili citazioni. Un’opera che in poco più di un’ora si avvale del concetto di presenza-assenza per ricercare nel ricordo la possibilità di affrontare l’incertezza del futuro.